
Il 12 luglio 2025 Villa Caffetto ha ospitato Ri-Specchiarsi, una performance di danza site-specific ideata da Beatrice ed Elisa Ardenghi e realizzata con i danzatori di DeT. L’evento ha proposto un’esperienza immersiva in cui danza, architettura e paesaggio si sono intrecciati in un percorso itinerante all’interno del giardino della villa.
La performance Ri-Specchiarsi Villa Caffetto si è sviluppata in due repliche, alle ore 17:30 e 18:45, coinvolgendo il pubblico in un attraversamento dello spazio scandito da brevi interventi coreografici. Le azioni, distribuite lungo il percorso esterno, hanno trasformato il giardino in un luogo dinamico, in cui il corpo dei danzatori si relaziona continuamente con l’architettura e l’ambiente naturale.
Il progetto prende forma attorno al tema dello specchio, inteso come dispositivo simbolico capace di attivare riflessioni sull’identità, sul rapporto con sé stessi e con l’altro. Attraverso il linguaggio della danza contemporanea e del teatro-danza, Ri-Specchiarsi invita a interrogarsi su temi come il desiderio di libertà dalle convenzioni, il confronto con il proprio riflesso e la possibilità di riconoscersi nell’altro.
All’interno della cornice di Villa Caffetto, progettata nel 1972 dall’architetto Fausto Bontempi per l’artista Claudio Caffetto, la performance ha trovato un contesto particolarmente significativo. L’architettura, caratterizzata da un forte dialogo con il paesaggio, diventa parte integrante dell’esperienza, contribuendo a creare un ambiente in cui natura, spazio costruito e gesto coreutico si fondono.
La partecipazione del pubblico è stata ulteriormente arricchita dalla possibilità di affiancare alla performance una visita guidata alla villa, offrendo una lettura più completa del luogo e della sua identità. Questo ha reso l’evento un momento di incontro tra discipline e linguaggi diversi, capace di unire esperienza estetica e riflessione.
Ri-Specchiarsi Villa Caffetto si conferma così come un progetto in cui la danza diventa strumento di interpretazione dello spazio, trasformando la visita in un’esperienza sensoriale e partecipativa.